Lo Shintoismo e i suoi templi
 
 
神道
 



Iniziamo col dire che lo shintoismo è la religione principale del Giappone, dalle origini misteriose, non si sa infatti chi fu il suo fondatore, e le sue origini si fondono con quelle del Giappone stesso...con le paure ancestrali dell'uomo per le catastrofi naturali e gli agenti atmosferici, ma anche con la forza della natura, la fertilità della terra ed i misteri del Mondo.

Andiamo alle origini del mito u.u...tanto, ma tanto tempo fa, quando il tempo non era ancora stato creato e l'universo era formato solo da acqua e caos, due divinità, una maschile ed una femminile, di nome Izanagi e Izanami, brandendo una lancia, mescolarono le acque primordiali e da quel vortice risalì del fango ed una pioggia di gocce che modellarono le isole del Giappone (Honshu, la più grande, Kyushu, Shikoku e Hokkaido.)
Questo potrebbe essere solo un racconto di fantasia, ma come ogni leggenda pone le sue basi su una possibile origine vulcanica dell'arcipelago, formato dal ribollire di una spaccatura vulcanica sommersa.

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La terra fu poi popolata da numerose divinità (dell'arte, dell'amore, dell'armonia, della guerra etc..) e da divinità minori: i Kami. Questi sono spiriti che abitano ogni anfratto naturale e possono a volte degli animali, o degli eroi legendari assumono l'onore di ergersi a Kami.
La dea principale rappresenta il Sole (la parola 'Nihon' stessa ha come primo kanji proprio quello del sole) e si chiama Amaterasu. Questa inviò il suo immortale nipote, Ninigi no Mikoto, a regnare sulle isole del Giappone, portando con se i tre oggetti sacri, simbolo del dominio degli Dei: un gioiello ricurvo, una spada ed uno specchio lucidato.
Ma la vita non fu facile neanche per gli deì, e tra intrighi ed oltraggi, i suoi discendenti furono castigati e condannati ad una vita molto più breve e da questa stirpe ebbero origine i giapponesi.
Discorso differente va fatto per l'imperatore che è un discendente diretto di Mikoto e dunque della dea del Sole.

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Passiamo adesso a scoprire l'arte ed i misteri racchiusi nei templi shintoisti o 'Jinja'. Ce ne sono tantissimi sparsi per tutto il Giappone, alcuni più grandi e famosi, altri più piccoli.
L'accesso è segnato da un cancello spirituale chiamato 'Torii', di solito di colore rosso, la cui struttura base sono due assi erette di legno o pietra che fanno da supporto ad una sovrastante. Il loro numero è variabile, in alcuni templi (come quello dedicato al dio Inari ad esempio) ce ne sono tantissimi tutti in fila, in altri invece solitamente sono in numero di tre.
I Torii sono una sorta di portale di purificazione dell'animo, simbolo di fortuna e di prosperità.
La loro origine è sconosciuta, si sa però di un'antica leggenda che spiegherebbe anche la somiglianza del nome 'Tori', uccello, con 'Torii'.
Si narra infatti che in tempi remoti la dea Amaterasu, in seguito ad un litigio col perfido fratello Susanoo, si nascose all'interno di una caverna privando gli uomini del sole.
La gente disperata cercò un modo per convincere la dea ad uscire, ed infine attirò la sua curiosità con un enorme trespolo per uccelli, dove una moltitudine di galli ed altri uccelli cantavano continuamente. Da qui l'origine del Torii proprio come trespolo per uccelli. Raffigurati in alcuni templi, possiamo ancora trovare le immagini dei galli sacri dalla lunga coda che salvarono il Giappone dall'eclissi.
Il Torii più famoso è quello del santuario di Itsukushima che si trova immerso nell'acqua.

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Un'altro simbolo presente nei templi shintoisti sono i due cani leoni guardiani, chiamati 'Koma-inu' (letteralmente cani coreani), queste statue derivano infatti dalla Cina e dalla Corea, rivelando le antiche radici Coreane della famiglia imperiale giapponese, custode dei templi shintoisti.
In origine questi animali di pietra erano differenti, erano infatti un cane ed un leone, gli scultori nel tempo li rafigurarono sempre di più con caratteristiche simili, fino a far scomparire le differenze e creare questa kimera cane-leone.
Dei due uno ha sempre la bocca aperta e si chiama 'A' e l'altro cel'ha invece sempre chiusa e si chiama 'N'.
Queste due lettere sono come per noi la A e la Z, l'alfa e l'Omega, in quanto nell'alfabeto sillabico giapponese, la A e la N rappresentano la prima e l'ultima lettera.
A è inoltre il respiro vitale, N quello che si esala al momento della morte, il principio e la fine dell'universo.
In Giappone, quando due persone sono molto affiatate si dice: a-no kokyuu, ovvero due anime ed un solo respiro, due persone che si completano a vicenda restando in armonia, un concetto fondamentale per i popoli orientali, l'armonia con l'insieme, con il gruppo, tanto quanto per gli occidentali è la libertà o la realizzazione del singolo individuo.

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Ovviamente passare da un Torii e davanti il severo sguardo dei cani leoni non basta per essere degni di rivolgerci al cospetto degli dei...per purificarsi abbiamo bisogno di lavarci le mani e la bocca alla fontana del tempio (chiamata chozuya), di solito decorata con animali sacri come draghi, e dove è presente un mestolo con il quale attingere l'acqua.

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Adesso è il momento di comunicare con gli dei, ci si avvicina all'ingresso del tempio, si lancia una moneta nel raccoglitore delle offerte, ci si inchina e si battono le mani una volta, poi si suona la campana tramite una corda, il suo suono sordo e pacato serve ad attirare l'attenzione degli dei sulla nostra richiesta. Poi ci si inchina di nuovo, si recita la propria preghiera nella mente e, prima di andarsene, si battono le mani due volte.
Ricordate di non voltare mai le spalle agli dei!

All'interno del tempio rimane celata la statua della divinità, che viene portata in processione durante le feste Matsuri sopra una portantina chiamata mikoshi. Oltre la statua si trova anche uno specchio lucidato, simbolo sacro che ricorda i tre tesori scesi dal cielo.


Accanto al tempio possiamo trovare altre interessanti strutture ò.ò/
-Uno stage che in determinati periodi dell'anno ospita delle danze o rappresentazioni del teatro No.

-Le tavolette Ema, tavolette votive in legno su cui scrivere i proprio desideri o ringraziamenti alle divinità.

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-Gli Omikuji, meglio noti come i famosi oroscopi u.u.
In pratica funziona così, si estrae unnumero ed in base ad esso si prende da un cassettino un foglietto di carta contenente un responso positivo (daikichi o grande fortuna) o negativo (daikyo, ovvero grande sfiga).
Attaccando il foglietto ad un albero sacro (o a degli appositi 'appendini') la fortuna arriverà, e se si ha sfortuna..si spera che gli dei ci diano una mano!

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-Shimenawa, la corda sacra, realizzata con canapa o fibre di pianta di riso intrecciate con appese le strisce di carta ziglinate (shide).
Questa spessa corda cinge i luoghi sacri dove dimorano le dvinità e può trovarsi appesa ad un albero o un masso e spesso si trova presso i Torii.

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Adesso avete le informazioni basilari per approcciarvi ad un tempio shintoista senza fare figuracce >.< e soprattutto avendo la minima idea di cosa fare e cosa esplorare, quindi....buon ingresso al tempio!

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