Il Butoh
 
 
 
Il Butoh nasce in Giappone nel 1960, in seguito ad un periodo disastroso derivato dalla seconda guerra mondiale e le sue ferite e dallo sconvolgimento culturale dovuto ad un periodo di transizione in cui le vecchie tradizioni autoctone venivano, forzatamente in un certo senso, soppiantate da un modo di vivere all'occidentale.
Il Butoh quindi racchiude in se tutto questo caos e, tramite bizzarre performances porta in scena un'arte che è la fusione fra la danza contemporanea ispirata dall'Ankoku Butoh degli anni '50 e alcune espressioni del teatro classico giapponese, tutto questo unito ad una quasi nudità degli attori che hanno solitamente il corpo dipinto di bianco, ad esaltare maggiormente le espressioni facciali. La faccia, cosi pitturata e dalle espressioni esasperate diventa una sorta di maschera.
I suoi fondatori furono, Tatsumi Hijikata, un giovane danzatore ribelle ed il suo partner Kazuo Ohno.

Hijikata era insoddisfatto dalla danza moderna giapponese, ritenendola una mera copia di quella occidentale, così iniziò a sviluppare un tipo di danza che si fondesse col teatro che fosse tipicamente giapponese. Una danza quasi istintiva che lasciasse il corpo libero di esprimersi.

I suoi primi esperimenti erano chiamati Ankoku Butoh, Danza dell'oscurità, dove oscurità sta per ciò che è ignoto all'uomo.

Le esternazioni selvagge ed a volte legate alla sfera sessuale, del Butoh, lo fecero percepire in malo modo dalle istituzioni che lo proibirono pubblicamente.

Il primo spettacolo in assoluto, che prenbdeva il nome di Kinki (colori proibiti, basata su una novella di Yukio Mishima) ad esempio riguardava il l'omosessualità, concetto che entra in netto contrasto con la maschilista società giapponese, che rimase indignata nel vedere un attore concludere lo spettacolo con un pollo vivo fra le gambe

Questo proibizionismo però non fece che accrescere la curiosità di molti artisti, musicisti, fotografi, performer e scrittori, che iniziarono ad appassionarsi agli spettacoli tenuti in segreto e che presto si diffusero in tutto l'interland di Tokyo.

Per Hijikata il Butoh non doveva mettere in scena la bellezza classica, la perfezione del corpo, bensì la bellezza derivante dalla vita vera, i corpi contorti dei lavoratori che vedeva ogni giorno nel suo villaggio situato nel Tohoku, una regione dal clima rigido e dal tenore di vita difficile, di persone legate alla madre terra, erano questi i suoi modelli. Botoh infatti può significare anche "Danza legata alla Terra". Corpi contorti, gambe intrecciate, movimenti lenti che si succedono a movimenti convulsi e scoordinati, occhi rovesciati sono tipici di questa forma di espressione, al contrario della compostezza del teatro Noh, tutto questo indica anche che nel Butoh, a differenza della danza tradizionale, non importa la perfezione del corpo del ballerino/attore, ma ogni corpo racchiude in se una sua particolare bellezza e perfezione per quello che la natura ha plasmato.

Inoltre ogni performer per essere tale deve imparare ad 'entrare in un'altra dimensione', dimenticare ogni convenzione sociale, e sapersi immergere in un un mondo alternativo in cui si può interpretare anche un animale o un oggetto, un mondo dove tutti sono uguali e dove i vivi possono incontrare i morti.

Dagli anni '80 in poi il Butoh si diffuse poi in tutto il mondo, entrando in contatto con culture diverse e contaminandosi con esse.

 

Kazuo Ohno Tatsumi Hijikata
 
 
 

Il Butoh