Il metodo di scrittura giapponese:


La lingua giapponese, indicata con il termine "日本語" (pronuncia "nihongo"), utilizza tre diversi tipi di scrittura: i due kana e i kanji.

 
-I due kana: cenni storici-
I kana sono gli alfabeti della lingua giapponese e sono l'hiragana e il katakana. Al contrario degli alfabeti a noi conosciuti, questi sono alfabeti sillabici, costituiti dunque da sillabe in cui una consonante è seguita sempre da una vocale e mai viceversa.
A livello storico, i kana si sono sviluppati e affermati come metodo di scrittura solo dopo molti secoli di utilizzo formale del cinese (all'incirca nell'VIII-IX secolo). Nell'antichità, infatti, era proprio il cinese ad essere utilizzato nella scrittura dei documenti ufficiali, ritenuti importanti sia dal punto di vista burocratico-amministrativo che letterario. Il giapponese scritto come lo conosciamo oggi e soprattutto l'utilizzo dei kana applicato a tutti i livelli di scrittura, sarà preceduto dall'utilizzo di questi due alfabeti da parte delle donne, che erano solite scrivere diari e alle volte anche romanzi utilizzando questa lingua ritenuta allora come inferiore.
In seguito, per accentuare la propria indipendenza culturale da quella cinese, i giapponesi adottarono questo metodo come il loro sistema di scrittura ufficiale, ma non poterono mai sfaldare del tutto l'impostazione fonologica, semantica e strutturale lasciata dal cinese attraverso i secoli. Come vedremo, oltre ai due kana di cui abbiamo parlato, i giapponesi faranno anche utilizzo dei kanji (lett. "caratteri cinesi").
 
Passiamo dunque alla descrizione di questi due alfabeti:
 
-Hiragana (平仮名): è un alfabeto sillabico che si utilizza per indicare le desinenze di verbi ed aggettivi e per scrivere alcuni nomi di origine giapponese. L'hiragana puo' essere anche utilizzato per agevolare la comprensione e la lettura dei Kanji, infatti, spesso la lettura del kanji stesso viene scritta con le sillabe hiragana segnate in piccolo sopra di esso per indicare appunto la pronuncia di quello stesso carattere. In questo caso, le sillabe dell'hiragana saranno denominate con il termine di furigana (un ulteriore approfondimento su questo sistema sarà trattato più in basso).
Il termine"hiragana" significa "carattere prestato di uso comune", 'prestato' perché le sue sillabe sono derivanti anch'esse dai caratteri cinesi e dalla loro forma corsiva, infatti i suoi caratteri sono rotondeggianti ed armoniosi.
 
-Katakana (片仮名): è un alfabeto sillabico che presenta gli stessi suoni dell'hiragana, ma i suoi caratteri si presentano più rigidi e squadrati. E' attualmente impiegato soprattutto per trascrivere parole di origine straniera, alcuni nomi propri e la scrittura delle voci onomatopeiche, ovvero quelle parole che rappresentano un suono. Prendiamo ad esempio "ワンワン" (pronuncia "wanwan"), che sta ad indicare il suono "bau bau", ovvero l'abbaiare del cane. Il termine "katakana" significa "frammento di carattere prestato", sempre con riferimento all'origine dai caratteri cinesi, ma prendendo una sola parte dell'ideogramma completo.
 
-I Kanji-
-I Kanji (漢字): rappresentano i caratteri derivanti dalla lingua cinese, ogni kanji rappresenta dunque una parola o un concetto. Ogni carattere puo' avere, al contrario del cinese, più di una lettura, perciò è essenziale la conoscenza di molti termini per poter interpretare correttamente una frase. Il termine "kanji" significa "caratteri cinesi", poiché si rifanno ai caratteri usati appunto in cinese e perché rappresentano una diretta relazione storica tra questi due paesi.
 
 
-Adattamento e modernità: i romaji-

 

-I Romaji: letteralmente "caratteri 'romani', è un tipo di scrittura che prevede l'uso dei caratteri latini nella trascrizione della lingua giapponese. Tuttavia, i giapponesi non usano mai il rōmaji per scrivere su carta, ma questo sistema di scrittura è comunque insegnato nelle scuole per permettere la scrittura di testi in giapponese su apparecchi elettronici (computer, telefonia, ecc.).

 


Sistema di Scrittura dei due "Kana":
 

Nell'hiragana e nel katakana ogni carattere non corrisponde esattamente ad una vocale o una consonante, ma ad un'intera sillaba. Vi sono però sillabe formate da una sola vocale (a-i-u-e-o). La maggior parte, comunque, è costituita da sillabe formate sempre da una consonante seguita da una vocale.
Le sillabe dei due kana si dividono tradizionalmente in sillabe pure, impure, semipure e contratte.
Il sillabario hiragana, al pari del katakana, è propriamente composto dai 46 caratteri che rappresentano le sillabe pure, a questi si aggiungono le 20 sillabe impure, le 5 sillabe semipure e le 33 sillabe contratte: in tutto 104 sillabe.
N.B.: non allarmatevi pensando che le sillabe da sapere siano molte, in realtà per ottenere una veloce e facile padronanza di questi alfabeti, basterà principalmente imparare i 46 caratteri delle sillabe pure.

-Le sillabe: caratteristiche di classificazione-
 
1)Le sillabe pure (“seion”) sono formate da sillabe comprendenti una sola vocale, da sillabe comprendenti una consonante che precede una vocale e dalla n sillabica.
Ricordiamo che non si avrà MAI una sillaba formata da una vocale seguita da una consonante.

2)Le sillabe impure si ottengono aggiungendo ad alcuni gruppi di sillabe pure
dove la consonante è sorda due "virgolette" dette anche "dakuten", "nigori" o "ten ten". Si ottengono così questi suoni:

-か ka (puro) diventa が ga (impuro)
-し shi (puro) diventa じ ji (impuro)
-へ he (puro) diventa べ be (impuro)
-た ta (puro) diventa だ da (impuro)
(E così per tutte le sillabe formate con queste consonanti e le altre quattro vocali)
Notate che grafologicamente l'unica differenza tra le sillabe pure ed impure è appunto rappresentata dai nigori in alto a destra, ossia le "virgolette".

3)Le sillabe semipure si ottengono facendo seguire le sillabe che cominciano per "h" (inclusa "fu", sillaba che fa parte del gruppo sillabico con consonante "h", ma che viene trascritta appunto come "fu"), da un "cerchietto" detto anche 'maru'. Queste sillabe hanno come consonante iniziale p, quindi otterremo che:

 
-は ha (puro) diventa ぱ pa (semipuro)
-ひ hi (puro) diventa ぴ pi (semipuro)
-ふ fu (puro) diventa ぷ pu (semipuro)
-へ he (puro) diventa ぺ pe (semipuro)
-ほ ho (puro) diventa ぽ po (semipuro)
Notate che grafologicamente l'unica differenza tra le sillabe pure e semipure è appunto rappresentata dal maru in alto a destra, ossia il "cerchietto".

4)Le sillabe contratte si ottengono tramite la combinazione fra due caratteri, che permette di rappresentare una terza sillaba nella quale una delle sillabe ya, yu, yo ( ゃ, ゅ, ょ )è scritta in piccolo dopo una sillaba che ha come vocale i.

Avremo così ad esempio:

-Ni+ya: にゃ nya
-Ri+yu: りゅ ryu
-Ji+yo: じょ jo
Notate che lo stesso fenomeno si riscontrerà per le altre sillabe formate da "consonante+i" seguite dalle sillabe ya, yu, yo. Tuttavia, non bisogna confondere i suoni contratti con una semplice successione di queste due sillabe. Ricordate che nel caso delle sillabe contratte, la sillaba "ya/yu/yo" che segue è più piccola rispetto a quella cui è legata ed è segnata più in basso e a destra rispetto a quella stessa. Insomma, notate le differenze grafologiche tra, ad esempio, にや (niya) e にゃ (nya), りゆ (riyu) e りゅ (ryu), じよ (jiyo) e じょ (jyo): sono diversi!!!
 
 
-Il sistema di scrittura: raddoppiamento e allungamento-

-La sillaba 'tsu' scritta in piccolo prima di una consonante serve a raddoppiare tale consonante.
 
Es.: "まて!" (leggi "matte!") "aspetta!".
Notate che per segnare la doppia 'T' si è fatto uso, appunto, di un piccolo "Tsu" ('っ') prima della sillaba "te".

-Si usa la vocale 'u' per allungare la 'o' (Kankurou si legge Kankuroo) e la vocale 'i' per allungare la 'e' (sensei si legge sensee).


-Utilizzi dell'Hiragana: approfondimento-

-L' hiragana viene utilizzato solitamente per parole o parti del discorso per le quali non esistono kanji. Ad esempio per le particelle (come "kara" から, "da"), i suffissi (come "san" -さん, "signore, signora") o le desinenze dei verbi e degli aggettivi (ad esempio in 食べました "tabemashita", "ho mangiato", dove TABE- è la radice verbale, in cui la prima sillaba "TA" è espressa con un kanji e -MASHITA è la desinenza che indica il passato ed è espressa in hiragana:
-ました: in arancio è segnato il kanji, in rosso la desinenza in hiragana).

-Furigana: un altro frequente uso dell'hiragana, che ha il fine di rappresentare la pronuncia del kanji quando questo è poco noto o in ambito didattico per i bambini che ancora non conoscono i kanji. In questi casi, il carattere in hiragana è scritto in piccolo sopra al kanji di cui non si conosce la lettura.
Ad esempio, per chi ha mai letto un manga in lingua giapponese, spesso l'hiragana viene messo nei dialoghi accanto ai kanji per far capire meglio a chi legge il significato delle frasi, visto che il manga è dedicato principalmente a giovani che ancora non hanno appreso tutte le strutture dei kanji.

-I kana: le tabelle complete-
Qui di seguito trovate i collegamenti alle tavole complete dei due kana. Vi consigliamo di imparare i due alfabeti prima di continuare con lo studio delle prossime lezioni e di dividere l'apprendimento dei caratteri raggruppandoli in gruppi da cinque al giorno, più o meno. Se avete bisogno di più tempo per imparare i tratti o vi viene molto difficile, non demordete: con un po' di pratica riuscirete a migliorare e ad avere dimestichezza con i due alfabeti. Prendetevi il tempo che vi serve, ma assicuratevi di memorizzarli bene, questa è la sola cosa importante! ^w^/
 
-Link alle tavole:
1.
 
*N.B.: le sillabe sono suddivise per classi per facilitare l'assimlazione della classificazione stessa.
2.
 
*N.B.: Qui trovate un'applicazione che vi mostra l'ordine dei tratti di ogni sillaba ed anche la corretta sua pronuncia. Se navigate un po' troverete anche un esempio di utilizzo dei saluti più comuni ed indispensabili, che verranno introdotti nella prossima lezione.
 
-Ecco anche un simpatico video sull'hiragana. Divertitevi imparando questa dinamica canzoncina!
 

Hiragana song