La lingua giapponese, indicata con il termine "日本語" (pronuncia "nihongo"), utilizza tre diversi tipi di scrittura: i due kana e i kanji.
-I Romaji: letteralmente "caratteri 'romani', è un tipo di scrittura che prevede l'uso dei caratteri latini nella trascrizione della lingua giapponese. Tuttavia, i giapponesi non usano mai il rōmaji per scrivere su carta, ma questo sistema di scrittura è comunque insegnato nelle scuole per permettere la scrittura di testi in giapponese su apparecchi elettronici (computer, telefonia, ecc.).
Nell'hiragana e nel katakana ogni carattere non corrisponde esattamente ad una vocale o una consonante, ma ad un'intera sillaba. Vi sono però sillabe formate da una sola vocale (a-i-u-e-o). La maggior parte, comunque, è costituita da sillabe formate sempre da una consonante seguita da una vocale.
Il sillabario hiragana, al pari del katakana, è propriamente composto dai 46 caratteri che rappresentano le sillabe pure, a questi si aggiungono le 20 sillabe impure, le 5 sillabe semipure e le 33 sillabe contratte: in tutto 104 sillabe.
2)Le sillabe impure si ottengono aggiungendo ad alcuni gruppi di sillabe pure dove la consonante è sorda due "virgolette" dette anche "dakuten", "nigori" o "ten ten". Si ottengono così questi suoni:
-か ka (puro) diventa が ga (impuro)
-し shi (puro) diventa じ ji (impuro)
-へ he (puro) diventa べ be (impuro)
3)Le sillabe semipure si ottengono facendo seguire le sillabe che cominciano per "h" (inclusa "fu", sillaba che fa parte del gruppo sillabico con consonante "h", ma che viene trascritta appunto come "fu"), da un "cerchietto" detto anche 'maru'. Queste sillabe hanno come consonante iniziale p, quindi otterremo che:
4)Le sillabe contratte si ottengono tramite la combinazione fra due caratteri, che permette di rappresentare una terza sillaba nella quale una delle sillabe ya, yu, yo ( ゃ, ゅ, ょ )è scritta in piccolo dopo una sillaba che ha come vocale i.
Avremo così ad esempio:
-Ni+ya: にゃ nya
-Ji+yo: じょ jo
-La sillaba 'tsu' scritta in piccolo prima di una consonante serve a raddoppiare tale consonante.
-Si usa la vocale 'u' per allungare la 'o' (Kankurou si legge Kankuroo) e la vocale 'i' per allungare la 'e' (sensei si legge sensee).
-L' hiragana viene utilizzato solitamente per parole o parti del discorso per le quali non esistono kanji. Ad esempio per le particelle (come "kara" から, "da"), i suffissi (come "san" -さん, "signore, signora") o le desinenze dei verbi e degli aggettivi (ad esempio in 食べました "tabemashita", "ho mangiato", dove TABE- è la radice verbale, in cui la prima sillaba "TA" è espressa con un kanji e -MASHITA è la desinenza che indica il passato ed è espressa in hiragana:
-Furigana: un altro frequente uso dell'hiragana, che ha il fine di rappresentare la pronuncia del kanji quando questo è poco noto o in ambito didattico per i bambini che ancora non conoscono i kanji. In questi casi, il carattere in hiragana è scritto in piccolo sopra al kanji di cui non si conosce la lettura.
